fuga centripeta
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a me è sempre piaciuta, l'idea di fare le cose al contrario.
di andare controcorrente, di non seguire i sentieri già tracciati, di farmi le domande sbagliate e darmi le risposte giuste, o viceversa.
io sono una che da piccolina, secondo il saggio insegnamento rodariano, stava dalla parte della cicala, e non da quella dell'avara formica.
io sono una che si è arrampicata su su lungo tutta l'inghilterra come se esplorasse un mondo nuovo e fatale, una che si è fatta dover-carlisle-grassington-cartmel-kettlewell-york-whitby-haworth e tantissimo altro ancora seguendo l'unica regola elementare di assorbire tutto il regno unito (e sfiorare con le dita il dolce galles dal fogliame arancio e la fredda scozia dalle nebbie fitte) senza mai fermarsi a londra, senza mai andare a cercare quello che in tanti hanno già trovato.
perché io sono fatta così. perché il già visto mi annoia, il già sentito mi strazia, il già provato mi annienta.
quando, quell'ottobre insolitamente tiepido, ho deciso di arrampicarmi su su lungo tutta l'inghilterra, io avevo mezzo in mente di fermarmi in un posto. quel posto era sulla costa est del regno unito, lungo la dorsale sfrangiata dello yorkshire, ferma da secoli a sorbirsi gli spruzzi del mare del nord imbizzarrito e primordiale. quel posto aveva un nome bello e poetico e che parlava di cose lontane e selvagge e di porti sicuri in cui approdare. quel posto si chiamava flamborough head. secondo un'ipotesi suggestiva ma credibile, in effetti, il nome flamborough head deriva dalla presenza, su questo pezzetto di costa frastagliata, di un faro, e comunque di un sistema d'illuminazione che guidasse i naviganti fin da tempi remotissimi. l'antica parola flam, fiamma, risuona in questo nome antico e rassicurante.
io volevo andare a flamborough head un po' per questo, perché raccontava di tempi ormai andati e di onde sfidate e di paure dimenticate e di acque che tante volte sono state percorse e traversate e mai ne porteranno i segni, fino alla fine del mondo, e poi volevo andare a flamborough head perché quello che raccontava, con quel suo nome che forse deriva da flam, era sì, che nella vita, in ogni vita, c'è un momento - bellissimo, esaltante - in cui si salpa, ma anche un momento - rassicurante, e caldo - in cui si approda.
e che si può salpare e approdare all'infinito, volendo, e che la vita ricomincia ad ogni partenza, ad ogni arrivo.
e insomma volevo andare a flamborough head perché tra l'inizio e la fine di quel nome poetico c'era tutto il senso del viaggio, di ogni viaggio, c'era il partire e l'andare e il tentare e il riuscire e il fallire e il tornare.
io poi volevo andare a flamborough head perché è una goccia di mondo in cui è raccolto un destino, perché una volta ho letto che una persona che il mondo l'ha conosciuto bene, che l'ha girato in lungo in largo, che di partenze, di arrivi, ne sa qualcosa, andava flamborough head, da piccolo, in bicicletta, col suo papà.
io volevo andare a flamborough head per vedere dove tutto era iniziato per il viaggiatore per antonomasia, per bruce chatwin.
pensavo: chiunque ami chatwin se ne va a leeds, a vedere dove è nato. o se ne va in australia o in patagonia o in africa, a vedere quali posti ha conquistato da adulto.
ma quel primo viaggio infantile, mi chiedevo, quel percorso in cui pedalando accanto alla rassicurante figura paterna costeggiava le bianche scogliere che precipitavano a picco nel mare, perché nessuno lo ripete? perché nessuno percorre al contrario la strada di chi dallo yorkshire è fuggito per vedere il mondo e non torna a guardare il luogo in cui la fiamma dell'avventura s'è accesa, in cui forse il mare ha sospirato il suo primo richiamo?
io volevo andare a flamborough head per vederlo, quel posto, per rendergli omaggio. io volevo dire grazie all'indomabile mare del nord per aver ispirato il giovane bruce a pedalare più veloce, più lontano, sempre più veloce, sempre più lontano. io volevo andare a flamborough head perché avevo l'impressione che tornare al guardare le radici dell'albero aiutasse a capire perché le foglie erano cresciute in una certa direzione. io volevo andare a flamborough head perché chatwin era partito da lì e si era cercato tutti gli altrove del mondo, e io invece volevo partire da un altrove e lì arrivarci, guidata da una flam che non si era mai spenta.
io volevo andare a flamborough head perché non so se ve l'ho detto, ma a me è sempre piaciuta, l'idea di fare le cose al contrario.